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sono io. la perfezione non esiste, ma io sono quanto di più vi si avvicini. e ho sempre ragione.
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ho paura di viaggiare: è ufficiale.
qualcuno potrebbe spiegarmi perché ieri sera il centro di milano era letteralmente invaso da enormi palloncini bianchi legati al filo? e tutti che ne stringevano uno in mano. tutti tranne me, naturalmente...
succede questa cosa strana per la quale uscire di casa sembra quasi pericoloso. stiamo parlando di acqua, senza fulmini, né saette. ieri notte ho sognato che eravamo attaccati da aerei nemici, pronti a bombardare. così bisognava nascondersi nei rifugi, con acqua e provviste, e non c'era neppure spazio per tutti. ecco, quelli sì che sono pericolosi. mica due gocce d'acqua durante una fredda domenica di fine aprile.
ma perché sempre questa costante sensazione di inadeguatezza. di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. vedevo la mia vita come un prato di bucaneve, di quelli timidi che fioriscono verso la fine dell'inverno, certi candidi, altri rosa pallido. e mi piaceva l'idea di coglierli uno ad uno, per donarli - con me stessa - a qualcuno di gentile che poi li avrebbe accomodati dentro un calice ricolmo d'acqua, nell'attesa di vederli schiudere. basta con le stronzate, quelle grosse come sassi che rotolano sul mio campo di fiori primaverili.
http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/a-cena-nel-segno-del-jazz/2078889
http://espresso.repubblica.it/food/dettaglio/dove-la-cucina-e-tutta-bio/2077815
come sopravvivere a milano in tempo di crisi. non è poi così difficile. anzitutto la scelta della casa: vivere con altre persone ha senz'altro i suoi pro e i suoi contro. vero è che bisogna organizzarsi un minimo per i turni in bagno, nel rispetto della privacy degli altri coinquilini, però almeno si divide tutto equamente, l'affitto, le bollette, le spese di casa... e non è poco, visto che ogni mese (ogni settimana?) ce n'è una (si rompe il boiler, la tassa dei rifiuti, il conguaglio della luce). insomma, già questo è un bel risparmio.
e per fare la spesa ormai ci sono sempre dozzine di offerte ovunque. basta avere un po' l'occhio nei vari supermercati e scegliere i prodotti più convenienti. poi c'è il mercato settimanale, dove - si sa - bisogna andare all'ora della chiusura per portare via la merce invenduta a niente.
un discorso a parte riguarda gli alcoolici, ovviamente. nel senso che è possibile optare sia per l'acquisto di vino sfuso (basta recuperare una di quelle belle bottiglie di vetro col tappo ermetico), che in molte vinerie ha davvero un rapporto qualità-prezzo eccezionale, oppure scegliere le enoteche che periodicamente propongono delle bottiglie in offerta (e farne una bella scorta!).
anche per l'abbigliamento è ormai facile fare acquisti a prezzi stracciati nei vari outlet. non è vero che bisogna andare fuori città, anche in centro ci sono un sacco di negozi che vendono a prezzi di stock. senza contare le numerose bancarelle e i mercatini dell'usato, dove si trovano anche libri e utensili per la casa.
i costi maggiori da sostenere riguardano senza dubbio la vita sociale, gli aperitivi e le cene. certo, sono pochi i locali che propongono ancora un drink a 5 euro dalle 18 in poi, però qualcosa è rimasto. idem per la cena: ci sono le vecchie trattorie e il solito cinese. anche se in effetti basta una gita fuori porta - anche solo a pochi km da milano - per riscoprire osterie e cascine dove abboffarsi e bere vino della casa onesto e sincero davvero a poco.
l'unica, vera spesa restano ancora le sigarette... ma a quelle non si rinuncia.
ecco alcuni indirizzi utili:
- per la spesa: la coloniale ha sempre tantissime offerte, vale la pena farci un salto (a milano ce ne sono 4 - http://www.lacoloniale.com).
- per il vino: un ottimo montepulciano sfuso di 14 gradi alla vineria (http://www.la-vineria.it) per 4 euro al litro. altrimenti vino toscano alla "mia toscana", in via cesare da sesto. tra le enoteche sempre valide le cantine isola (anche lì hanno un vino abruzzese a 3 euro e mezzo la bottiglia) o la bottega del vino di corso genova, dove svendono anche lo champagne.
- per i vestiti: il buon caro, vecchio mercato di papiniano o di via fauché (entrambi al martedì e al sabato). in centro, invece, lo spaccio di "renna sport" in piazza diaz.
- per i libri: c'è un negozietto di libri usati (o di seconda scelta) con lo sconto del 50% (adelphi compresi). naturalmente si trova in paolo sarpi, ma non è gestito da cinesi.
- per bere: in estate il baracchino di piazza mentana, senza dubbio. tutte le consumazioni a 5 euro, compreso il tagliere con le tartine e arachidi a volontà. altrimenti calici e calici di vino alle cantine o alla bottega del vino (3 euro per un bicchiere di barbera).
- ristoranti: discorso difficile, perché molto dipende - appunto - dalla zona. sempre valido il cinese di via ravizza (anche per accumulare i punti per avere gli sconti) e il jubin di paolo sarpi che fa anche giapponese. altrimenti jap da asporto nei vari take-away. cucina milanese alla "madonnina" di via gentilino, la cotoletta è ottima e abbondante (anche se servita con i pomodorini sopra...). divertente il "brutto anatroccolo" di via torricelli, economicissimo. poi c'è "la casereccia" di via vodice e il "little dream" di via rosmini, con un buffet etnico per riempirsi piatto e pancia più e più volte.
- sigarette: dovrei passare al trinciato. se qualcuno conosce una marca buona da provare...
detto, fatto.
sono così bollita che ho perso il telefono... meno male che c'è internet. evviva la tecnologia.
è da un po' di tempo che accarezzo l'idea di insegnare... no, non è solo perché ultimamente ho visto la classe in francese, ma proprio perché mi attira l'idea di contemplare da vicino il mondo della scuola. nel senso che fino a pochi anni fa io ero dall'altra parte, perché non provare a vedere com'è fare l'insegnante? e secondo me sarei anche brava. forse è solo un modo per restare ggiovani tra i ggiovani.